Caduta dei capelli in autunno.
Mito, tradizione e spiegazione scientifica
Eccoci arrivare in autunno, ed ecco che, come ogni anno, iniziano a cadere i capelli.
Non la solita caduta di capelli, ciocche e ciocche.
Nella doccia, pettinandosi, anche solo legando o slegando i capelli, ne perdiamo tantissimi.
E ogni anno la cosa ci spaventa. Iniziamo a cercare rimedi, sieri, integratori, chi più ne ha più ne metta. Ma servono davvero a qualcosa?
Tra credenze popolari tramandate dalle nonne e spiegazioni dermatologiche, ecco un viaggio tra mito e scienza per capire cosa succede davvero alla nostra chioma in questo periodo dell’anno.
La tradizione popolare: il "periodo delle castagne" e la luna
Prima che la dermatologia moderna spiegasse i cicli del follicolo pilifero, le comunità rurali e le tradizioni popolari avevano dato una loro spiegazione — spesso intrisa di poesia e osservazione della natura — a questo fenomeno.
Nella cultura popolare contadina, l'autunno è da sempre la stagione del distacco e della trasformazione. Così come gli alberi lasciano cadere le foglie per prepararsi al riposo invernale e conservare le energie, si pensava che anche l'essere umano seguisse lo stesso ritmo biologico. I capelli venivano visti come "foglie" superflue da perdere per rinnovarsi in vista dei mesi più freddi. Storicamente questo periodo viene chiamato anche “periodo delle castagne”, per lo stesso concetto: cadono le castagne, cadono i capelli.
In molte zone d'Europa esistono piccoli rituali legati al calendario agricolo:
Il taglio in base alla luna
Questa è una delle tradizioni popolari più radicate. Spesso si tende a sottovalutare il ruolo che la Luna ha sulle nostre vite, ma ricordiamoci che, come sposta gli oceani creando le maree, così influisce (nel piccolo) sulle nostre fisiologie. Nello specifico: tagliare i capelli durante la luna calante d'autunno ne rallenta la ricrescita ma rinforza le radici, mentre la luna crescente favorisce una chioma più folta, ma ribelle.
I rimedi della nonna
Infusi di ortica, risciacqui con aceto di mele per riequilibrare il sebo del cuoio capelluto o impacchi a base di olio di ricino sono i grandi classici erboristici tramandati di generazione in generazione per "arginare la piena" autunnale:
- Ortica e rosmarino: usati storicamente per la cura dei capelli, hanno grandi proprietà rinforzanti e anticaduta.
- Aceto di mele: serve come regolatore di pH; il “risciacquo acido” chiude le cuticole e rende il capello più lucido (effetto temporaneo) oltre a riequilibrare il sebo sul cuoio capelluto.
- Olio di ricino: ricco di acido ricinoleico, aiuta a migliorare la circolazione sanguigna sul cuoio capelluto. La sua consistenza particolarmente densa e affine alla cheratina funziona da film riparatore su capelli secchi e sfibrati.
Cosa dice la scienza: l'effluvio telogeno stagionale
La scienza moderna ha confermato che la percezione popolare ha un fondo di verità, anche se i meccanismi biologici sono ben diversi da quelli vegetali. Il fenomeno clinico si chiama effluvio telogeno stagionale (seasonal telogen effluvium).
Per capire perché accade, bisogna ricordare come funziona il ciclo di vita del capello:
- Crescita (Anagen): dura dai 2 ai 6 anni. Circa l'85-90% dei capelli si trova in questa fase.
- Transizione (Catagen): dura poche settimane, in cui il follicolo si restringe.
- Riposo (Telogen): dura circa 2-3 mesi. Il capello è ormai "morto" ma rimane ancorato nel follicolo finché non viene spinto fuori dal nuovo capello in crescita.
In autunno (ma si registra un picco minore anche in primavera) si osserva una sincronizzazione temporanea: un numero insolitamente alto di follicoli entra contemporaneamente nella fase "dormiente". Di conseguenza, dopo circa due o tre mesi (spesso tra settembre e novembre), quei capelli cadono tutti insieme.
Perché i capelli cadono proprio in autunno?
Gli studi scientifici puntano principalmente su due fattori evolutivi e ambientali:
1. La risposta alla luce solare (fotoperiodo)
Durante i mesi estivi, l'organismo prolunga la fase di crescita per proteggere il cuoio capelluto dai raggi UV intensi. Con la fine dell'estate e la diminuzione delle ore di luce, i capelli che erano stati "trattenuti" passano in blocco alla fase di riposo e cadono.
2. Lo stress ossidativo estivo
Sole, salsedine, cloro e temperature elevate stressano il cuoio capelluto durante l'estate, i cui effetti sul ciclo pilifero si manifestano visibilmente qualche settimana più tardi.
Come prendersi cura dei capelli in autunno
Anche se la caduta stagionale è un processo naturale che non si può fermare del tutto (né bisogna farlo, visto che fa parte del ricambio), si può sostenere la salute del cuoio capelluto con poche semplici abitudini:
- Alimentazione ricca e mirata: via libera a frutta e verdura di stagione, frutta secca (fonte di zinco e selenio), legumi e proteine di qualità per fornire ai follicoli i mattoni necessari per la nuova crescita.
- Detergenti delicati: utilizza shampoo non aggressivi che rispettino il film idrolipidico del cuoio capelluto, evitando lavaggi troppo frequenti con prodotti schiumogeni aggressivi.
- Massaggi stimolanti: un massaggio del cuoio capelluto di pochi minuti durante il lavaggio riattiva la microcircolazione sanguigna locale, favorendo l'apporto di nutrienti ai bulbi piliferi.
- Meno fonti di calore: limita l'uso di piastre ad alta temperatura e phon troppo caldi che sfibrano le lunghezze in un momento in cui i capelli sono già naturalmente più vulnerabili.
In fin dei conti, la caduta autunnale è solo il modo che ha il nostro corpo per fare spazio al nuovo: un piccolo reset naturale per prepararci a risplendere quando tornerà la primavera.